L’Acropoli di Atene

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Atene e l’Acropoli rappresentano una delle grandi meraviglie del mondo antico di cui, fortunatamente, ancora oggi possiamo godere nonostante le devastazioni passate.

Nel film “La mia grossa grassa vacanza greca” Giorgia, la protagonista, davanti al Partenone dice ai suoi turisti: “Voglio dirvi perché adoro stare qui. Ascoltate il vento che soffia tra le colonne del tempio: è lo stesso suono che l’umanità ha ascoltato per secoli e secoli, è il suono della natura che incontra l’immaginazione umana e per me questo è storia”.

Quello che vogliamo raccontarvi è proprio questo senso di meraviglia. L’Acropoli è un complesso di edifici voluto fortemente da Pericle per celebrare il potere della città dopo la vittoria contro i Persiani. Per edificarla furono chiamati lo scultore Fidia e gli architetti Callicrate e Ictino che diedero vita a un progetto straordinario, e fu utilizzata un’enorme quantità di marmo bianco proveniente dalle cave locali per simboleggiare la ricchezza della città.

All’Acropoli si accede attraverso i Propilei, un ingresso monumentale costituito da una scalinata con portici, colonne di stile dorico e ionico e persino una pinacoteca. Sul lato destro dei Propilei si trova il piccolo tempio di Atena Nike, voluto da Pericle proprio per celebrare le vittorie degli ateniesi sui persiani. L’edificio era accessibile da una propria scalinata e sul suo fregio erano scolpite scene di battaglie tra greci e orientali.

Attraversando lo spazio tra le colonne dei Propilei vi troverete davanti l’eccezionale estensione dell’Acropoli. All’uscita dai Propilei è necessario fermarsi un attimo perché questa è la posizione ideale per osservare tutta l’area. Infatti, le norme geometriche rispettate nella progettazione e realizzazione dell’area avevano, tra le proprie conseguenze, proprio il fatto di poter ammirare nella loro prospettiva migliore e proprio da questo punto tutti gli edifici e le statue. Un tempo era anche possibile osservare da qui una colossale statua di Atena Promachos (colei che combatte in prima linea), forse realizzata da Fidia e alta 7 m. Oggi, più lontana, si vede una bandiera greca che sventola, ma sono il Partenone a destra e l’Eretteo a sinistra i veri protagonisti dell’Acropoli.

Il Partenone

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Sapevate che il Partenone, così perfetto all’apparenza, è in realtà un edificio volutamente imperfetto? Per esempio, le colonne hanno un rigonfiamento a 1/3 dell’altezza, sono inclinate lievemente e i lati lunghi dell’edificio sono più alti di circa 10 cm nella parte centrale. Si tratta di particolari quasi impercettibili, ma voluti e progettati dagli architetti proprio per slanciare il tempio e, paradossalmente, farlo sembrare così perfetto.

Anche in questo edificio, come nei propilei, sono presenti colonne doriche e ioniche insieme, ma ciò che bisogna ammirare, tra un ponteggio e l’altro, sono i rilievi e le sculture. Solo alcuni di essi sono ancora qui (nel 1801 furono portati via dagli inglesi e ancora oggi si possono osservare al British Museum), ma danno l’idea di quanto spettacolari dovessero essere le rappresentazioni sul marmo: le battaglie, la nascita di Atena, lo scontro della dea con Poseidone, il fregio che corre tutto intorno all’interno e che rappresentava le feste Panatenee rendevano, insieme alla perfezione delle proporzioni, il Partenone l’edificio più spettacolare dell’epoca.

Concorreva a questo risultato anche la grandiosa statua in oro e avorio, oggi perduta, che rappresentava Atena Parthenos e che era custodita all’interno del tempio insieme al tesoro della città.

Il Partenone non ha mai avuto vita facile però: prima trasformato in chiesa cristiana, poi in moschea con tanto di minareto, fu utilizzato come polveriera nel XVII secolo dai turchi durante la guerra contro i veneziani. L’intera Acropoli fu bombardata e il simbolo dell’Atene di Pericle esplose. Ma non fu tutto, perché continui saccheggi, devastazioni e restauri azzardati hanno messo a dura prova ogni pezzo di marmo rimasto.

L’Eretteo

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A nord dell’Acropoli si trova l’Eretteo, tempio dalla pianta irregolare, dedicato al mitico re della città allevato dalla stessa Atena. Qui si concludeva la processione delle Panatenee e le giovani ateniesi potevano donare il loro peplo alla statua della dea, mentre tutti i cittadini realizzavano i propri sacrifici. Ma qui non veniva adorata solo la dea Atena: infatti, all’interno di questo edificio erano presenti altari per altre divinità, tra cui Zeus e Poseidone.

Ma il lato più affascinante dell’edificio è quello meridionale, dove il porticato è sostenuto dalle Cariatidi. Queste statue meravigliose rappresentano secondo Vitruvio prigioniere della città di Karya, alleata della Persia, qui raffigurate in sottomissione al Partenone, verso cui guardano, e quindi alla potenza dell’intera Grecia.

 

Che ne pensate, quindi, di andare ad Atene e sentire quel suono meraviglioso di storia di cui parla Giorgia nel film?

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